#review: “Una perfetta sconosciuta” di Alafair Burke

9788856658781_0_0_1554_80Titolo: “Una perfetta sconosciuta”
Autore: Alafair Burke
Genere: thriller psicologico
Pagine: 380
Prezzo: 18,50€ (copertina rigida)
Pubblicazione: marzo 2017
ISBN: 978-88-566-5878-1
Editore: Piemme
In una frase: un colpo di scena continuo
Consigliato: a chi ha letto “La ragazza del treno” e ama i thriller psicologici con protagoniste femminili

Immagina che la polizia arrivi a casa tua e ti mostri una foto in cui tu – con i capelli di quel tuo rosso inconfondibile, il tuo cappotto blu – stai baciando un uomo. Peccato che quell’uomo sia stato trovato morto trentuno ore prima, e tu non ricordi di averlo mai baciato. Anzi, lo conoscevi appena. Era il tuo nuovo capo, l’uomo che ti aveva dato in gestione la galleria per conto di un misterioso proprietario. Il lavoro dei tuoi sogni: ti era sembrato troppo facile, troppo bello per essere vero. Eppure tutto era andato liscio, la galleria esisteva davvero, avevi firmato un contratto regolare. Adesso, però, guardando quella foto capisci che non c’era niente di regolare. Niente di facile. Perché là fuori qualcuno sta cercando di incastrarti, anche se non riesci a immaginare il motivo. Qualcuno che sa molte cose di te. E che forse ti è molto vicino…

Mi rimane difficile scrivere questa recensione perché vorrei passare subito al voto per poter esprimere ciò che penso di questo libro. Ma cercherò di andare per ordine. La protagonista del romanzo è Mae Holland, un ragazza che dopo aver ottenuto un master in storia dell’arte non è riuscita a trovare un lavoro stabile a cui dedicarsi, e nonostante l’aiuto dei genitori benestanti – due attori di fama internazionale – le sue prospettive di carriera sembrano ormai svanite completamente. Ma un giorno, ad una mostra d’arte, un uomo misterioso la avvicina e le propone il lavoro dei sogni: un posto come direttrice di una galleria d’arte tutta sua. A Mae tutto questo sembra un sogno. Peccato che il sogno sia destinato a diventare un incubo.

Un giorno infatti un gruppo di fanatici religiosi si piazza davanti alla galleria di Mae per protestare contro le opere del misterioso artista che vengono esposte in quel momento, accusandolo di pedofilia: i quadri sembrano infatti ritrarre ragazzine dall’età indefinita quasi nude. Mae cerca di arginare il problema e chiede l’aiuto dell’uomo che l’ha assunta, prendendo appuntamento per vedersi l’indomani alla galleria, ma il giorno seguente Mae trova l’uomo riverso a terra in una pozza di sangue. E, come se non bastasse, la polizia ha le prove di un suo coinvolgimento proprio con l’uomo assassinato: una foto dei due mentre si scambiano una bacio appassionato.

Mae non lo ha mai baciato, ma quella nella foto sembra proprio lei. E la polizia aspetta solo di trovare una prova che confermi la colpevolezza della ragazza. Comincia così per Mae una corsa contro il tempo per cercare di scoprire la verità e salvarsi dalle accuse che non sembrano fare altro che minare ogni sua certezza.

La storia si sviluppa principalmente dal punto di vista della protagonista, ma ci sono anche altri personaggi che intervengono nella narrazione, facendo sì che altre 2 storie parallele si intreccino con quella di Mae: quella di una ragazzina da poco scomparsa nel New Jersey e uno scandalo sessuale nel quale sembra essere coinvolto proprio il padre di Mae. Chi è la ragazza nella foto della polizia? Perché l’uomo che le ha offerto il lavoro ha fornito un nome falso e nemmeno l’artista le cui opere sono state esposte nella galleria sembra esistere davvero? Ma soprattutto, è stata davvero Mae ad uccidere quell’uomo?

Come avrete già capito il libro è un continuo colpo di scena: le storie si intrecciano in modo perfetto e proprio quando si pensa di aver capito cosa sta veramente accadendo l’autrice ribalta ogni certezza con nuove rivelazioni. I personaggi sono descritti molto bene, soprattutto quello di Mae: il modo in cui l’autrice racconta la sua storia, i suoi sogni e le sue emozioni la rende estremamente verosimile e mai noiosa o irritante (come purtroppo è stata invece la protagonista de “La ragazza del treno”, insopportabile almeno nella prima parte del libro). Un libro che tiene con il fiato sospeso per tutta la sua durata, fino alle ultime 3 pagine, quando viene svelato il tassello che completa l’intricato puzzle immaginato da Alafair Burke.

Penso sia ormai chiaro quale sarà il mio voto per questo libro: il massimo possibile. Lo ritengo uno dei migliori thriller psicologici che abbia mai letto, se non il migliore. Una spanna sopra anche a “La ragazza del treno”. Un must per gli amanti del genere.

PS: nonostante il libro venga pubblicizzato come il nuovo thriller di Alafair Burke in realtà è uscito in lingua originale nel “lontano” 2011, quindi molto prima dell’ultimo libro dell’autrice, “La ragazza nel parco”. Consiglio quindi di leggere per primo il libro su Mae Holland, e solo dopo concentrarsi su quest’ultimo.


Voto: 5/5

5 stars


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