#review: “Carry On” di Rainbow Rowell

coverTitolo: “Carry On”
Autrice: Rainbow Rowell
Genere: Young adult/fantasy
Pagine: 538
Prezzo: 17€
Pubblicazione: Marzo 2017
ISBN: 978-88-566-5503-2
In una frase: un Harry Potter gay-friendly
Consigliato: a chi ama il fantasy e cerca una lettura piacevole con tematiche LGBT, adatto soprattutto per ragazzi

Simon Snow è il peggior prescelto di sempre. Questo è ciò che sostiene Baz, il suo compagno di stanza. Baz potrà anche essere un vampiro e un nemico, ma ha probabilmente ragione. Per la maggior parte del tempo infatti Simon non sa far funzionare la sua bacchetta, oppure non sa controllare il suo inestinguibile potere mandando tutto a fuoco. Il suo mentore lo evita, la sua ragazza lo ha lasciato, e un mostro con la sua faccia si aggira per Watford, la scuola di magia in cui frequentano l’ultimo anno. Allora perché Baz non riesce a fare a meno di stargli sempre intorno?

“Mai giudicare un libro dalla copertina”. A volte però belle copertine nascondono anche bei libri, ed è proprio questo il caso di Carry On. La storia si sviluppa nell’immaginaria scuola di magia di Watford, in Gran Bretagna, dove un’oscura minaccia rischia di porre fine al mondo dei maghi. Simon è il prescelto, colui che dovrà salvare la magia dall’imminente pericolo con l’aiuto degli altri personaggi: Penelope, amica fedele nonché migliore studentessa della classe, l’Arcimago, il preside della scuola di Watford, Ebb, la “custode” della scuola che si occupa del gregge di capre, e Baz, il gelido e misterioso rivale di Simon. Ammettetelo, qualcosa in tutto questo vi sembra familiare. Perché effettivamente… lo è.

La sensazione che si ha leggendo Carry On è che ci siano diverse cose prese come spunto da Harry Potter. La storia di Simon è quasi identica a quella di Harry (entrambi scoprono di essere maghi a 11 anni ed ignorano l’identità dei loro genitori), Penelope è chiaramente una versione più sfacciata di Hermione e Baz ricorda un po’ Draco. L’Arcimago è il mentore di Simon come Silente lo era di Harry, e ci sono perfino analogie tra gli antagonisti delle due storie.

La narrazione è comunque molto piacevole, i personaggi sono ben delineati ed è facile affezionarsi ad ognuno di loro, e la storia rimane avvincente fino alla fine (nonostante un inizio un po’ lento). Non vorrei anticipare niente a nessuno ma la cosa che mi ha più piacevolmente colpito del libro è stato il modo con cui la Rowell affronta il tema dell’omosessualità, non utilizzando mai stereotipi o luoghi comuni. Ed è fondamentalmente il motivo per cui ho letto e apprezzato questo libro. Alla fine la storia assume la sua originalità e si stacca dalla narrazione harry-potteriana, regalando colpi di scena e combattimenti emozionanti.

Sono stato molto indeciso sul voto da dare al romanzo: 3 stelle mi sembravano poche perché la storia mi è piaciuta e anche i personaggi mi hanno colpito positivamente, e tutto sommato come lettura è stata estremamente piacevole. D’altra parte però l’estrema somiglianza con Harry Potter non mi faceva propendere per le 4 stelle piene. Comunque visto che i mezzi voti non mi sono mai piaciuti e che sono buono voglio dare 4 stelle a questo libro, anche se il problema “Harry Potter” un po’ rimane.


 Voto: 4/5

4 stars


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